Acqua alcalina ionizzata e cervello: un vero aiuto?


Scritto da Alkawell

I benefici dell’acqua sono innumerevoli, anche se tendiamo a ricordare in prima battuta che l’acqua ci idrata; per essere più precisi possiamo dire che l’acqua è un naturale solvente per l’organismo, capace di ripulirci da scorie, in generale acide, quotidianamente accumuliamo con alimentazione (soprattutto se priva di frutta e verdura cruda e fresca e basata su un gran utilizzo di carne e latticini e cibo molto raffinato), uso di farmaci, alcool, tabacco, mancanza di giuste ore di riposo, stress da situazioni lavorative difficili o da relazioni personali poco gradevoli, smog e inquinamento dell’aria, terra, acqua al quale siamo costantemente esposti.

Oltre a ciò, l’acqua permette al sangue di preservare uno stato di fluidità che permette una buona circolazione e la scongiura di pericolose situazioni di eccessiva densità e possibili disturbi al sistema micro-circolatorio; garantisce il trasporto agli organi vitali dei nutrienti essenziali contenuti nei cibi.

L’acqua aiuta la pelle, prima barriera difensiva del corpo, a rafforzarsi, a rimanere pulita e vitale, a non invecchiare precocemente e a rigenerarsi in maniera corretta; così come per tutti gli altri organi, ma nel caso della pelle, la bellezza data dall’acqua è evidente. Fondamentale ricordare che l’acqua è indispensabile al motore principale a cui tutte le funzioni del corpo fanno capo: il cervello. Basti pensare che l’idrocefalo (l’accumulo di liquido cefalorachidiano presente nel cervello e nei ventricoli cerebrali) è costituito per il 99% di acqua.

Acqua in bottiglia VS Acqua alcalina

Quando parliamo di acqua dobbiamo però tenere conto che in commercio esistono tantissimi tipi di acqua, e non sempre ciò che beviamo è davvero sano per noi. Anche quando compriamo l’acqua in bottiglia, non sempre facciamo all’etichetta che ne esplica le caratteristiche o non sappiamo leggerla perché alcuni termini non li conosciamo perché non ci sembrano importanti. Ma un’acqua davvero efficace per il nostro organismo, cervello compreso, deve avere una elevata quantità di minerali alcalini ed una bassa percentuale di residuo fisso.

I minerali che definiamo “alcalini” sono sodio, magnesio, potassio, calcio e ferro; sono loro che ci aiutano a contrastare le situazioni di eccessiva acidità del corpo, porta di numerosi disturbi. Per residuo fisso intendiamo la percentuale dei minerali stessi disciolti nell’acqua stessa; partendo da questa percentuale siamo soliti suddividere le acque in bottiglia in:

  • Minimamente mineralizzate: presentano una percentuale di residuo fisso minore di 50 mg/l
  • Oligominerali: dove la percentuale di residuo fisso varia tra i 50 e 500 mg/l ; l’apporto dei minerali di queste acque è generalmente il più consigliato.
  • Medio minerali: presentano un valore che oscilla tra i 501 e 1500 mg/l
  • Acque ricche di minerali: dove la percentuale di minerali è molto alta ma non sempre ciò è indicato per tutte le persone, soprattutto in caso di disfunzionalità dei reni e del fegato.

Purtroppo, l’acqua che troviamo in commercio è “acqua morta”, priva della sua funzione antiossidante; spesso vi troviamo aggiunta di sostanze come nitrati, disinfettanti e altri conservanti che ne alterano la qualità, inquinandola. L’acqua in bottiglia ha una scadenza. Questo dovrebbe farci riflettere.

Cervello ed acqua alcalina

Basandosi la nostra salute per gran parte su ciò che mangiamo e beviamo, dovremmo stare attenti a scegliere l’acqua più giusta per noi, che nella condizione migliore sarebbe quella che sgorga dalle fonti incontaminate di montagna; non potendo disporne sempre, sarebbe già un buon passo evitare di bere un’acqua imbottigliata nella dannosissima plastica e già contaminata all’atto dell’imbottigliamento. Senza contare il dispendio di soldi e il forte impatto ambientale che questo prodotto comporta.

Ancora più attenti a ciò che beviamo dovremmo esserlo quando parliamo del nostro cervello. L’acqua è la componente fondamentale del liquido cefalorachidiano; ne costituisce il 99% della composizione.

L’accumulo di liquido cefalorachidiano viene definito “idrocefalo”, parte del cervello che ha come funzione primaria la protezione della scatola cranica da traumi e colpi.

Anche il cervello, va assolutamente reidratato in maniera corretta e con un’acqua il più possibile sana.

Se vogliamo mantenere attive le nostre attività cognitive, la memoria, la capacità di concentrazione, evitare affaticamento e stati di confusione, dobbiamo bere e reidratare le cellule cerebrali quotidianamente. Secondo gli studi effettuati dal “King’s College” di Londra, le cellule cerebrali se non idratate tendono a restringersi, con ripercussioni anomale sulla materia grigia, che interessano soprattutto la capacità reattiva e cognitiva della persona. Insomma anche il tessuto cerebrale va dissetato, per evitarne il restringimento.

Sempre secondo la ricerca londinese, questo restringimento del tessuto cerebrale sortirebbe sul fisico gli stessi sintomi di un invecchiamento di 12-14 mesi ma improvviso e che si compie nel giro di poco tempo. Il cervello infine nella sua totalità è composto per l’85% del suo peso da acqua. Dato che sottolinea quanto sia fondamentale non dimenticarsi di ricorrere all’acqua ogni giorno per restare lucidi e attivi.

Ancora una volta possiamo affermare che l’acqua migliore per il corpo, quella cioè che svolge a pieno le sue funzioni di base, è l’acqua alcalina ionizzata, che prodotta da AlkaWell è davvero simile all’acqua che sgorga dalle fonti pure e incontaminate. Depurata dai primi additivi, pesticidi, metalli pesanti e solventi aggiunti, l’acqua, che in natura presenta una carica positiva, viene arricchita di ioni negativi. Questo si traduce in un’acqua altamente antiossidante, capace di arrestare i processi d’invecchiamento di tutti i tessuti organici, cervello compreso. Il suo pH alcalino elevato contrasta l’eccesso di acidità che il corpo può presentare, aiutandolo a creare un ambiente minimamente acido e quindi meno predisposto a disturbi e malattie.

L’acqua depurata, alcalina ionizzata è “libera” da impurità e quindi capace di legarsi alle scorie acide, prodotte anche dal cervello in stato di stress e affaticamento, aiutandoci ad espellerle dal corpo.

La sua capacità di reidratare tutti i tessuti poi è elevatissima, perché lo ionizzatore ne riduce il suo volume molecolare, permettendo all’acqua stessa di penetrare fino alla membrana cellulare, ripulendola profondamente dall’interno e, se non totalmente compromessa, di ristrutturarla letteralmente. Per potenziare il processo di idratazione del corpo, consigliamo di bere a piccoli sorsi, lentamente e spesso durante la giornata: bere di fretta porta al solo risultato che l’acqua arriva direttamente nello stomaco e poi espulsa senza aver irrorato prima altre parti dell’organismo.

I benefici di questo tipo di acqua sono avvalorati scientificamente da studi riproducibili in laboratorio, non bastassero le testimonianze di chi la utilizza costantemente. Per primi consigliamo sempre di verificare la veridicità di un prodotto prima di farne uso e di ciò che di quel prodotto viene detto e scritto.

Si può affermare che in caso di stanchezza, difficoltà mnemoniche, situazioni in cui le nostre facoltà cognitive sono messe a dura prova, un bicchiere di acqua, meglio se alcalina e ionizzata, sono il miglior carburante per essere subito efficienti e scattanti; spesso la mancanza di acqua nel corpo e lo stimolo della sete si camuffano con un falso senso di fame, che tendiamo a stoppare con snack e spuntini poco salutari, quando in realtà per tornare in uno stato di corretta alimentazione basterebbe bere un bicchiere di acqua.

Se un famoso slogan pubblicitario ci suggeriva che il cervello “ha bisogno di zucchero”, assieme alla Medicina Accademica e Olistica, possiamo garantirvi scientificamente che mai pensiero è più lontano dalla verità.

Senza negare l’importanza dello zucchero in giusta dose nella nostra dieta, sottolineiamo la sua capacità di “mangiare letteralmente l’ossigeno nel corpo, favorendo il processo di ossidazione cellulare, l’attecchirsi di stati cronici di acidosi metabolica, la predisposizione di malattie degenerative o seriamente invalidanti come il diabete per esempio. Il cervello non ha bisogno di zucchero ma di acqua.

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